Dal 31 luglio 2026 i cosmetici per le persone devono dichiarare oltre 80 allergeni profumati. Sui prodotti per gli animali, dalla stessa data, l’obbligo è zero. Non è una svista: è il perimetro della legge. Ecco come funziona davvero, e cosa puoi guardare tu su un flacone.
- Il Regolamento (CE) 1223/2009, la legge europea sui cosmetici, vale per il corpo umano. Cani e gatti ne sono fuori.
- Sullo shampoo del tuo cane la lista completa degli ingredienti non è obbligatoria. Se c’è, è una scelta di chi produce.
- Dal 31 luglio 2026 i cosmetici per le persone dichiarano oltre 80 allergeni profumati invece di 26. Per gli animali, nessun obbligo.
- Non è un vuoto assoluto: si applicano altre norme. Nessuna è pensata per qualcosa che sta a contatto con la pelle.
- Il pH della cute del cane è più alto del tuo: in media fra 6 e 7 circa, contro il 4,7 della pelle umana lasciata al naturale. Quasi nessuno lo dichiara con un numero.
La cosa che è cambiata il 31 luglio, e che non riguarda il tuo cane
Il 31 luglio 2026 è entrato pienamente in applicazione il Regolamento (UE) 2023/1545. Ogni cosmetico per persone immesso da quella data sul mercato europeo deve indicare in etichetta, una per una, oltre 80 sostanze profumate potenzialmente allergizzanti. Prima erano 26. Le nuove sono 56, e vanno dichiarate sopra lo 0,001% nei prodotti che restano sulla pelle e lo 0,01% in quelli che si risciacquano.
È una buona notizia, se sei allergico a una di quelle sostanze: finalmente puoi leggerla sul bagnoschiuma invece di scoprirla addosso.
Ora prendi lo shampoo del tuo cane. Dalla stessa data, su quel flacone, l’obbligo è zero. Non perché qualcuno se ne sia dimenticato: perché quella legge, semplicemente, non parla di lui.
Il perimetro: la legge sui cosmetici finisce dove inizia il tuo cane
Il Regolamento (CE) 1223/2009 governa i cosmetici in Europa: vieta certe sostanze, ne limita altre, obbliga a nominare una persona responsabile, a tenere un dossier di sicurezza e a scrivere in etichetta tutti gli ingredienti con la nomenclatura internazionale, quella in latino e inglese che chiamiamo INCI.
La sua definizione di prodotto cosmetico, però, parla di sostanze applicate sulle superfici esterne del corpo umano. Il corpo umano. Non quello del cane.
Su uno shampoo per animali, la lista completa degli ingredienti non è obbligatoria per legge. Chi la scrive, la scrive perché ha deciso di scriverla.
Vale per tutto quello che è successo negli anni ai cosmetici umani. I cinque parabeni vietati nel 2014. Il limite su propylparaben e butylparaben, abbassato dallo 0,4% allo 0,14%. E adesso gli oltre 80 allergeni profumati. Nessuna di queste decisioni ha un equivalente per i prodotti destinati agli animali.
Allora cosa si applica? Qui c’è il paradosso
Sarebbe scorretto dire che non esiste nessuna regola: non è vero, e chi te lo racconta così ti sta vendendo qualcosa. Su uno shampoo per animali si applicano, a seconda dei casi:
- il regolamento CLP, su classificazione ed etichettatura delle sostanze chimiche pericolose, quello dei simboli arancioni;
- il regolamento europeo sui detergenti (Reg. CE 648/2004): tensioattivi, biodegradabilità, informazioni sugli ingredienti da rendere disponibili;
- le regole generali sulla sicurezza dei prodotti di consumo e il Codice del Consumo, che vieta le pratiche commerciali ingannevoli;
- e se un prodotto vanta un’azione antiparassitaria o curativa cambia categoria: diventa un biocida o un medicinale veterinario, con regole molto più severe.
Il prodotto che spalmi sulla pelle del tuo cane, per la legge, assomiglia più a un detersivo che a un cosmetico.
Non è un’esagerazione retorica: è la conseguenza di dove passa il confine. Quelle norme sono nate per la sicurezza chimica di un contenitore, per la biodegradabilità di un tensioattivo nell’acqua di scarico, per la correttezza di una pubblicità. Nessuna è stata scritta pensando a una pelle.
Cosa cambia davvero, con un flacone in mano

Puoi trovare tutto, e puoi trovare niente
C’è chi stampa l’INCI completo sul retro e chi scrive solo “a base di ingredienti naturali”. Nessuno dei due viola una legge. La differenza non la fa una norma: la fa una scelta. E una scelta si può chiedere.
“pH neutro” può non voler dire niente
È tra le diciture più frequenti, e quasi mai è accompagnata da un numero. Neutro rispetto a cosa? In chimica il neutro è 7. Uno shampoo per persone sta a 5,5, la pelle del cane in media fra 6 e 7. Una parola non si verifica. Un numero sì.
Nessuna lista di sostanze vietate scritta per lui
Per i cosmetici umani esistono allegati con migliaia di sostanze vietate o limitate, aggiornati di continuo. Per i prodotti destinati agli animali quell’elenco dedicato non esiste.
Non è teoria: qualcuno è andato a guardare

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shampoo per animali testati, quasi la metà bocciata. Nel maggio 2026 il Salvagente ha ripreso in Italia un test della rivista tedesca Öko-Test.
Tra le sostanze rilevate nei prodotti peggiori: formaldeide, isotiazolinoni (tra le principali cause di allergie cutanee), clorexidina, IPBC, dietilftalato, e tensioattivi non facilmente biodegradabili. Il test ha segnalato anche due cose che tornano esattamente su quanto hai letto fin qui: alcuni prodotti non riportavano l’elenco completo degli ingredienti né sulla confezione né online, e diversi dichiaravano “pH neutro” con valori misurati non coerenti con quella dicitura.
Non stiamo dicendo che gli shampoo per animali siano pericolosi: la maggior parte è fatta bene, e i bocciati erano una parte del campione. Stiamo dicendo che la differenza tra il migliore e il peggiore, oggi, non la garantisce nessuno al posto tuo.
Quel test guardava cosa c’è dentro. Noi siamo andati a contare un’altra cosa: quanti lo dicono. Abbiamo letto l’etichetta di 74 shampoo per cani in vendita su tre negozi online italiani, uno per uno. 57 su 74 non pubblicano la lista degli ingredienti. Qui ci sono tutti i numeri e il metodo con cui li abbiamo raccolti, così chiunque può rifare il conto.
Il numero che quasi nessuno dichiara
Sono valori tipici, ricavati da tre studi (Schlake et al., 2022; Kwon et al., 2025; Lee et al., 2025), e non valgono per tutti: il pH della pelle del cane cambia con età, razza e zona del corpo, e su 77 cani adulti le misure andavano da 4,4 a 8,2. Significa che un detergente calibrato sul pH umano non è calibrato sulla sua pelle. Non è un dettaglio da chimici: per pulire, un tensioattivo porta via anche il film di grasso che protegge la pelle, e più è sgrassante più ne porta via.
Ecco perché, di tutte le cose scritte su un flacone, il pH espresso con un numero è quella che dice di più, e oggi si trova quasi solo sui prodotti venduti nei canali veterinari. Nel nostro conto su 74 prodotti, diciannove nominano il pH e uno solo lo dichiara con un numero.
Cosa puoi fare tu, in trenta secondi
Non serve un corso di chimica. Servono tre gesti, davanti allo scaffale o alla scheda prodotto online.
Gira il flacone
Cerca la lista. Se non c’è, quella è già un’informazione. Se c’è, guarda i primi cinque nomi: sono in ordine di quantità. Il resto è sotto l’1%.
Cerca il solfato
Lauryl Sulfate e Laureth Sulfate, qualunque parola ci sia davanti. Sodium, magnesium, ammonium: cambia il sale, la chimica è la stessa.
Pretendi il numero
Cerca il pH. Se c’è scritto solo “neutro”, non hai un’informazione: hai un aggettivo.
Le stesse regole, in una guida da tenere sul telefono
Undici pagine, le cinque sostanze da evitare, come si legge un’etichetta. Gratuita, e senza nessun prodotto da vendere dentro.
Ciao, sono Felki
Qui su FELKI PET raccontiamo cosa c’è davvero dentro i prodotti per cani e gatti: regolamenti alla mano, senza allarmismi e senza scorciatoie. Siamo un marchio italiano in fase di sviluppo: oggi non abbiamo prodotti in vendita.
E noi, che c’entriamo
Il vuoto che hai appena letto è la ragione per cui esistiamo. La nostra risposta è una sola, e si potrà verificare quando i flaconi ci saranno: applicare gli standard dei cosmetici per le persone, pur non essendo obbligati. In concreto, ci siamo impegnati pubblicamente a:
Un impegno preso prima di avere qualcosa da vendere. È scritto qui perché tu possa tenercelo in mano quando i prodotti ci saranno.
— FELKI PET
Domande frequenti
Gli shampoo per cani devono avere l’INCI in etichetta?
No. Il Regolamento (CE) 1223/2009 sui cosmetici si applica ai prodotti destinati al corpo umano, quindi la dichiarazione completa degli ingredienti secondo la nomenclatura INCI non è obbligatoria sui prodotti per animali. Molte aziende la riportano per scelta.
Esiste una normativa europea specifica per i cosmetici per animali?
Non esiste una normativa cosmetica dedicata. Si applicano discipline generali: il regolamento CLP sulle sostanze chimiche, il regolamento sui detergenti, le regole sulla sicurezza generale dei prodotti e il Codice del Consumo. Se un prodotto vanta un’azione antiparassitaria o curativa rientra invece tra i biocidi o i medicinali veterinari.
Cosa è cambiato il 31 luglio 2026?
È diventato pienamente applicabile il Regolamento (UE) 2023/1545, che porta da 26 a oltre 80 le sostanze profumate allergizzanti da dichiarare sui cosmetici per le persone. I prodotti immessi sul mercato prima di quella data possono restare in commercio fino al 31 luglio 2028. Sui prodotti per animali l’obbligo non si applica.
Qual è il pH giusto per uno shampoo per cani?
Il pH giusto è quello pensato per il cane, la cui pelle è meno acida della nostra: gli studi sul pH della pelle del cane misurano in media valori fra 6 e 7 circa, contro il 4,7 della pelle umana lasciata al naturale, con variazioni per razza, età e zona del corpo. Un detergente formulato sul pH umano non è calibrato su quella cute. La dicitura “pH neutro”, senza un valore dichiarato, non è verificabile.
“Senza SLS e SLES” garantisce che non ci siano tensioattivi aggressivi?
Non necessariamente. La stessa famiglia chimica esiste in più forme saline: sodium, magnesium, ammonium lauryl o laureth sulfate. Un prodotto può dichiarare correttamente di non contenere SLS o SLES e contenerne una variante. Conviene cercare in etichetta le parole Lauryl Sulfate e Laureth Sulfate, qualunque termine le preceda. Perché un claim «0% SLS, SLES» può essere vero con un solfato in lista.
Fonti
- Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici: ambito limitato ai prodotti destinati alle superfici esterne del corpo umano
- Regolamento (UE) 2023/1545 del 26 luglio 2023, fragranze allergizzanti: 56 nuove sostanze, soglie 0,001% e 0,01%; si applica ai prodotti immessi sul mercato dal 31 luglio 2026, ritiro dei non conformi entro il 31 luglio 2028
- Regolamento (UE) 358/2014: divieto di cinque parabeni nei cosmetici
- Regolamento (UE) 1004/2014: propylparaben e butylparaben dallo 0,4% allo 0,14%
- Regolamento (CE) n. 648/2004 relativo ai detergenti
- Regolamento CLP (CE) n. 1272/2008: classificazione, etichettatura e imballaggio
- Öko-Test, test su 22 shampoo per animali, ripreso in Italia da il Salvagente, 6 maggio 2026
- Schlake et al., Veterinary Dermatology, 2022: pH cutaneo del cane
- Kwon et al., Veterinary Dermatology, 2025: parametri biofisici cutanei per età, sesso e razza
- Lee et al., Frontiers in Veterinary Science, 2025: pH cutaneo per zona del corpo nei retriever
- Lambers et al., International Journal of Cosmetic Science, 2006: pH della pelle umana al naturale
Nota sulle immagini. Le fotografie di questo articolo sono state generate con l’intelligenza artificiale: non ritraggono persone, animali o prodotti reali. Lo scriviamo perché un marchio che chiede trasparenza sulle etichette la deve anche sulle proprie immagini. Felki, il pastore maremmano che ci accompagna, è un’illustrazione.


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