Categoria: Etichette e ingredienti

Come si legge l’etichetta di un cosmetico per cani e gatti, e cosa dice la normativa.

  • «0% SLS, SLES»: perché può essere vero anche con un solfato in lista

    «0% SLS, SLES»: perché può essere vero anche con un solfato in lista

    Come si verifica in trenta secondi, con il flacone in mano

    La risposta, subito

    «SLS» e «SLES» sono due nomi precisi, non una famiglia. Stanno per Sodium Lauryl Sulfate e Sodium Laureth Sulfate. Una formula può contenere un solfato diverso (stessa molecola con un altro sale, o una catena leggermente diversa) e il claim «0% SLS, SLES» resta letteralmente vero. Non è un’irregolarità: è il perimetro della frase.

    Due nomi, non una categoria

    Gli ingredienti cosmetici hanno un nome standard, uguale in tutta Europa: la nomenclatura INCI. Serve perché una lista scritta in Italia sia leggibile in Portogallo, e per questo ogni nome identifica una sostanza sola, non un gruppo.

    Sodium Lauryl Sulfate è una sostanza. Sodium Laureth Sulfate è un’altra.

    Quando un’etichetta scrive «senza SLS e SLES», sta dicendo una cosa esatta e verificabile: quelle due voci non compaiono in lista. Sta anche dicendo, senza scriverlo, niente su tutte le altre.

    Il trucco del sale

    Un solfato tensioattivo è fatto di due pezzi: una coda grassa (quella che pulisce) e una testa solfato che la rende solubile in acqua. La testa è carica negativamente, quindi ha bisogno di un partner positivo che la accompagni: un sale.

    Nell’SLS quel partner è il sodio. Ma può essere l’ammonio, il magnesio, la trietanolammina. La molecola che lava resta la stessa; cambia il nome INCI, e con il nome cambia il claim che si può scrivere in fronte.

    Lo stesso vale per la coda: allungandola o cambiandone l’origine si passa da laureth a coceth, a myreth, a C12-15 pareth. Sempre solfati. Sempre fuori dai due nomi citati nel claim.

    Se nella lista leggi…È un solfato?Rientra in «SLS, SLES»?
    Sodium Lauryl Sulfate, è l’SLS
    Sodium Laureth Sulfate, è l’SLES
    Ammonium Lauryl SulfateNo
    Magnesium Lauryl SulfateNo
    TEA-Lauryl SulfateNo
    Sodium Coceth SulfateNo
    Sodium Coco-SulfateNo
    Sodium C12-15 Pareth SulfateNo

    Sei righe su otto sono solfati che un claim «0% SLS, SLES» non copre.

    E quelli che sembrano solfati, ma non lo sono

    Vale anche il contrario, ed è la parte che quasi nessuno spiega.

    Disodium Lauryl Sulfosuccinate, Sodium Cocoyl Isethionate, Sodium Lauroyl Sarcosinate, Sodium Lauroyl Glutamate: portano tutti la parola lauryl o lauroyl, e nessuno di loro è un solfato.

    La differenza è chimica, non commerciale. In un solfato lo zolfo è attaccato alla molecola attraverso un ossigeno (R–O–SO₃⁻): è un estere dell’acido solforico, e quel legame si può rompere. In un sulfosuccinato o in un isetionato lo zolfo è legato direttamente al carbonio (R–SO₃⁻): è un sulfonato, una molecola diversa, di norma più delicata.

    🔑 La parola che conta in una lista ingredienti non è «lauryl». È «sulfate». Lauryl dice da dove viene la coda grassa: quasi sempre cocco o palma. Sulfate dice come è fatta la testa. È la testa che decide.

    Un caso vero, con il marchio oscurato

    Ad agosto 2026 abbiamo contato 74 shampoo per cani in vendita su tre negozi online italiani: 57 non pubblicano la lista degli ingredienti.

    Su uno dei diciassette che invece la pubblicano, il fronte dichiara «0% PEG, SLS, SLES». Il primo tensioattivo della lista è Sodium Coceth Sulfate.

    Il claim è vero. Il prodotto contiene un solfato. Le due cose stanno insieme senza contraddirsi.

    Non pubblichiamo il marchio, e non serve: il punto non è quell’azienda, è che la frase funziona così per chiunque la scriva. E c’è un paradosso che vale la pena notare: quel prodotto si può controllare soltanto perché la lista ce l’ha. Sui 57 che non la pubblicano, un claim «senza solfati» non è né vero né falso: è non verificabile, che è una condizione peggiore.

    Retro di un flacone con claim 0% SLS SLES sopra una lista che comincia con Sodium Coceth Sulfate
    Il fronte dichiara «0% PEG, SLS, SLES»; due righe sotto, il primo ingrediente dopo l’acqua è Sodium Coceth Sulfate, che è un solfato. Il marchio è oscurato da noi: il punto non è chi lo scrive, è che la frase funziona così per chiunque la scriva.

    Perché non è una violazione

    Perché non c’è una regola da violare.

    Il Regolamento (CE) 1223/2009, quello che disciplina i cosmetici in Europa, si applica ai prodotti destinati alle parti esterne del corpo umano. Uno shampoo per cani non ci rientra: niente obbligo di lista ingredienti, niente criteri comuni sui claim.

    Per i prodotti umani esiste anche un documento tecnico della Commissione dedicato proprio ai claim del tipo «senza», che ne definisce condizioni e limiti. Per i prodotti destinati agli animali non esiste l’equivalente.

    Quindi: nessun illecito, nessun controllo, nessuno da denunciare. C’è un vuoto, e il vuoto si comporta esattamente come ci si aspetta.

    Cosa guardare, con il flacone in mano

    Trenta secondi, tre gesti.

    1. Gira il flacone e cerca la parola sulfate in tutta la lista, non solo nel claim in fronte. È in inglese anche sulle etichette italiane, perché l’INCI è unico in tutta Europa.
    2. Leggi i primi cinque nomi dopo Aqua. Gli ingredienti sono in ordine di quantità decrescente: il tensioattivo principale sta lì, non in fondo.
    3. Se la lista non c’è, fermati. Un claim «senza» su un prodotto che non dichiara cosa contiene non è un’informazione: è una promessa che non hai modo di controllare.

    E noi, che c’entriamo

    Perché questa cosa la sappiamo, e non da spettatori: anche noi dobbiamo scegliere una formula, e anche noi potremmo scrivere «0% SLS, SLES» su un prodotto con dentro un solfato.

    Abbiamo preso un impegno più stretto, e l’abbiamo scritto prima di avere il prodotto: niente lauryl o laureth solfati, in nessuna forma salina: né sodium, né magnesium, né ammonium, né TEA.

    Quella coda, «in nessuna forma salina», è l’unica parte della frase che conta davvero: è ciò che chiude la scappatoia descritta in questa pagina. Senza, avremmo scritto un claim vero e vuoto come tutti gli altri.

    E pubblicheremo la lista completa degli ingredienti, che nessuno ci obbliga a pubblicare: una promessa che non si può controllare vale quanto la fiducia di chi la legge, e noi preferiamo che non debba fidarsi.

    FELKI PET

    Domande frequenti

    «0% SLS e SLES» significa che il prodotto è senza solfati?

    No. Significa che non contiene quelle due sostanze specifiche. Un prodotto può dichiarare «0% SLS, SLES» e contenere Ammonium Lauryl Sulfate, Sodium Coco-Sulfate o Sodium Coceth Sulfate: sono solfati diversi, con nomi diversi, e il claim resta formalmente corretto.

    Sodium Coco-Sulfate è un solfato?

    Sì. È una miscela di solfati di alcoli derivati dall’olio di cocco, di cui il lauril solfato è la frazione principale. L’origine vegetale del nome non cambia la chimica della testa solfato.

    Disodium Lauryl Sulfosuccinate è un solfato?

    No. È un sulfosuccinato: lo zolfo è legato direttamente al carbonio, non attraverso un ossigeno. È una molecola diversa dall’SLS, di norma più delicata, e la parola lauryl si riferisce solo alla catena grassa di partenza.

    I solfati fanno male al cane?

    Non è una questione di sì o no. I lauril solfati sono detergenti efficaci e ampiamente usati; sono anche irritanti noti a concentrazioni sufficienti, tanto che l’SLS è impiegato in dermatologia come riferimento standard di irritazione nei test cutanei. Contano la concentrazione, il resto della formula e il risciacquo. Il punto di questa pagina non è che un solfato sia pericoloso: è che se non sai che c’è, non puoi deciderlo tu.

    Gli shampoo per cani devono dichiarare gli ingredienti in etichetta?

    No. Il regolamento europeo sui cosmetici riguarda il corpo umano; per cani e gatti non esiste un obbligo equivalente di lista ingredienti. Il perimetro completo è spiegato qui: Shampoo per cani: perché sull’etichetta la lista degli ingredienti non è obbligatoria

    Fonti

    • Nomenclatura INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients): un nome, una sostanza
    • Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici, art. 2 (ambito di applicazione: parti esterne del corpo umano)
    • Regolamento (UE) n. 655/2013: criteri comuni per i claim sui cosmetici umani, e relativo documento tecnico della Commissione sui claim del tipo «senza»
    • FELKI PET, Abbiamo contato 74 shampoo per cani: 57 non dicono cosa c’è dentro (settembre 2026): metodo e dati grezzi nella pagina dello studio
    • L’SLS come sostanza di riferimento nei test di irritazione cutanea è prassi consolidata in dermatologia sperimentale

    Approfondimento: Abbiamo contato 74 shampoo per cani: 57 non dicono cosa c’è dentro

    Nota sulle immagini. La foto dell’etichetta è reale: l’abbiamo scattata noi ad agosto 2026 in un negozio, e l’unica cosa che ci abbiamo fatto sopra è oscurare il marchio. L’immagine di apertura, invece, è stata generata con l’intelligenza artificiale: non ritrae un cane reale. Lo scriviamo perché un marchio che chiede trasparenza sulle etichette la deve anche sulle proprie immagini.

  • Abbiamo contato 74 shampoo per cani: 57 non dicono cosa c’è dentro

    Abbiamo contato 74 shampoo per cani: 57 non dicono cosa c’è dentro

    Alla fine di agosto 2026 siamo andati a guardare le schede di 74 shampoo per cani in vendita su tre negozi online italiani multimarca, e abbiamo contato una cosa sola: quanti dichiarano la lista degli ingredienti.

    Cinquantasette non la dichiarano. Diciassette sì.

    Non è un giudizio sulla qualità di nessun prodotto. È il conto di quello che si può sapere prima di comprare.

    In breve

    • 74 schede di shampoo per cani, 3 negozi online multimarca italiani, agosto 2026
    • 57 su 74 (77%) non pubblicano la lista degli ingredienti
    • 17 su 74 (23%) la pubblicano
    • 19 schede parlano di pH. Una sola lo dichiara con un numero
    • Il prodotto più economico del campione la lista ce l’ha. Uno shampoo venduto in canale veterinario, dieci volte più caro al litro, no

    Perché abbiamo contato

    Sui cosmetici per le persone la lista degli ingredienti è obbligatoria: la impone il Regolamento europeo 1223/2009. Quel regolamento si applica ai prodotti destinati agli esseri umani. Gli shampoo per animali ne sono fuori, e nessuna norma li obbliga a dichiarare cosa contengono.

    Lo abbiamo raccontato in un articolo dedicato: perché sull’etichetta dello shampoo del tuo cane la lista degli ingredienti non è obbligatoria. Ma una cosa è dire «la legge non obbliga», un’altra è sapere quanto spesso quell’assenza di obbligo si vede davvero sullo scaffale.

    Non lo sapevamo. Così lo abbiamo contato.

    Il numero: 57 su 74

    Su settantaquattro schede, cinquantasette non pubblicano la lista degli ingredienti. Diciassette sì.

    Una precisazione, perché cambia il senso del numero: abbiamo contato la lista vera, quella completa. «Con olio di mandorle dolci» scritto in fronte non è una lista: è una frase pubblicitaria, e nel nostro conto non vale.

    schede
    Senza lista ingredienti5777%
    Con lista ingredienti1723%
    Totale74

    Il dato compare in tutti e tre i negozi, con proporzioni simili. Non è il difetto del modello di pagina di un rivenditore: è come funziona il mercato.

    Il pH: diciannove ne parlano, uno lo dice

    Il pH della cute del cane è più alto del nostro: gli studi pubblicati su Veterinary Dermatology lo collocano indicativamente tra 6,2 e 7,5, contro il 5,5 circa della pelle umana. È il motivo per cui, di tutto quello che si legge su un flacone, il pH espresso con un numero è l’informazione che dice di più.

    Su 74 schede, 19 nominano il pH. Le formule ricorrenti sono tre: pH bilanciato, pH neutro, pH fisiologico.

    Una sola scrive un numero, ed è pH 6,5.

    Lo scriviamo per due ragioni. La prima è che è il dato. La seconda ci riguarda: in un nostro documento di lavoro avevamo scritto di essere gli unici a voler dichiarare il pH con un numero, e non è vero. Qualcun altro lo fa già. Correggerlo qui costa meno che lasciarlo scritto.

    Non diciamo chi è, come non lo diciamo per gli altri settantatré. Non facciamo i nomi nemmeno per fare un complimento: la regola vale in tutte e due le direzioni, o non è una regola.

    Resta il punto sugli altri diciotto: neutro rispetto a cosa? Bilanciato su quale valore? Sono aggettivi, e un aggettivo non è un dato.

    Retro di un flacone con claim 0% SLS SLES sopra una lista che comincia con Sodium Coceth Sulfate
    Qui la lista c’è, ed è uno dei 17. Il claim in alto dice «0% PEG, SLS, SLES»; due righe sotto, il primo ingrediente dopo l’acqua è Sodium Coceth Sulfate. Più in basso, «rispettando il naturale pH cutaneo»: senza nessun numero. Come può essere vero un claim «0% SLS, SLES» con un solfato in lista.

    La cosa che non ci aspettavamo: il prezzo non compra la trasparenza

    Immaginavamo una correlazione: più costa, più ti dicono. Non c’è.

    Nel campione, il prodotto più economico in assoluto pubblica la lista completa, compresi tre solfati nominati per nome. Al contrario, uno shampoo venduto in canale veterinario, oltre dieci volte più caro al litro, se la cava con tre parole: «clorexidina 4%; eccipienti; acqua». Eccipienti è una parola che al posto di un elenco non mette niente.

    👉 Quindi la storia non è «i prodotti economici sono scadenti». È che la trasparenza non ha prezzo, perché nessuno è obbligato a darla: chi la dà, la dà per scelta. A due euro e mezzo come a ventisei.

    Dove non c’è la lista, la domanda non ha risposta

    Nel primo lotto di 43 schede, quattro delle sei liste presenti contenevano un solfato: lauryl sulfate, laureth sulfate o coco-sulfate. Sono i tensioattivi che lavano più energicamente: più un tensioattivo è sgrassante, più porta via anche il film di grasso che sta sul pelo e sulla pelle.

    Ma il punto non è quel quattro su sei. **È che sulle schede senza lista la domanda «c’è un solfato?» non ha nessuna risposta possibile.** Non “no”: nessuna.

    E questa è la differenza pratica fra un obbligo di legge e la sua assenza.

    Retro di una confezione di shampoo per cani: nessuna lista ingredienti, e la dicitura PRODOTTO NON COSMETICO
    Un retro senza lista ingredienti. In fondo, stampato dal produttore: «PRODOTTO NON COSMETICO destinato alla cura del pelo degli animali». Il marchio è oscurato da noi: il punto non è chi lo fa, è che nessuno è obbligato a fare altrimenti.

    Cosa questo conto NON dice

    Va detto prima che lo chieda qualcun altro.

    Abbiamo misurato la trasparenza delle schede online, non quella dei flaconi. Un prodotto può avere la lista stampata sulla confezione anche quando il negozio non la pubblica. Il numero dice quanto si può sapere prima di comprare, che è comunque il momento in cui si sceglie. Ma non è la stessa cosa.

    Per questo abbiamo iniziato anche un censimento fisico, flacone per flacone, fotografando le etichette nei negozi. Quando avrà numeri suoi, li pubblicheremo qui accanto a questi. Separati, non sommati.

    E abbiamo guardato i negozi, non i siti dei marchi. Le 74 schede vengono da negozi online che vendono tanti marchi diversi. Restano quindi fuori dal conto i marchi che vendono solo dal proprio sito, e non è un’esclusione neutra: chi vende in prima persona ha più motivi per pubblicare la lista, perché è lì che si gioca la fiducia. Ne abbiamo trovato almeno uno che la pubblica per intero.

    Quindi il 77% descrive lo scaffale dei negozi, non l’intero mercato. Se avessimo incluso anche i marchi che vendono solo in proprio, la percentuale sarebbe stata più bassa. Di quanto non lo sappiamo, e non lo stimiamo: diciamo soltanto dove abbiamo guardato.

    Cosa abbiamo sbagliato, e come ce ne siamo accorti

    La prima versione di questo conto diceva 86%. Era gonfiata, e l’errore era nostro.

    Cercando gli shampoo avevamo allargato troppo la rete, e nel conto erano finiti asciugamani, guanti per asciugare e spazzole. Quelli una lista di ingredienti non ce l’hanno perché non possono averla: non sono cosmetici. Toglierli ha fatto scendere la percentuale da 86% a 77%.

    Abbiamo anche buttato via 15 schede di un quarto negozio, perché non riuscivamo a leggerle davvero: quello che ci arrivava era il menu del sito, non la scheda del prodotto. Contarle come «senza lista» avrebbe gonfiato il risultato di un terzo.

    Un numero più basso e verificabile vale più di un numero alto e fragile. Soprattutto per noi, che di mestiere andiamo a controllare quello che c’è scritto sui flaconi degli altri.

    Perché ce ne occupiamo noi

    Stiamo costruendo uno shampoo per cani a pelle sensibile, che non esiste ancora. Quando ci sarà, avrà la lista completa degli ingredienti in etichetta e nella scheda prodotto, e il pH scritto con un numero.

    Lo abbiamo messo per iscritto prima di avere qualcosa da vendere, ed è il motivo per cui questi conti li facciamo: il modo più semplice per far valere una promessa è renderla verificabile da chiunque.

    — FELKI PET

    Il campione, uno per uno

    Ogni quadrato è uno shampoo

    Il campione intero, uno per uno. I pieni pubblicano la lista degli ingredienti; i vuoti no.

    • Pubblica la lista (17)
    • Non la pubblica (57)

    E il pH?

    Diciannove ne parlano. Uno solo lo dichiara con un numero: è il primo quadrato, quello verde.

    • Lo dice con un numero (1)
    • Lo nomina soltanto (18)
    • Non lo nomina (55)

    Le due cose insieme

    Dire cosa c’è dentro e dire quanto è acido sono due promesse diverse. Quasi nessuno le fa tutte e due.

    6

    su 74 pubblicano la lista e nominano il pH

    44

    su 74 non fanno né l’una né l’altra cosa

    Perché la lista è anonima. Non facciamo i nomi: non siamo una testata che esegue test, siamo un’azienda che vende shampoo per cani, e un’azienda che smonta l’etichetta di un’altra fa pubblicità comparativa, non giornalismo. E poi il punto non è quale marca: è che la legge non obbliga nessuno.

    Una nota sull’ordine dei quadrati. Le due griglie sono ordinate ognuna per conto suo, e il quadrato numero 5 della prima non è lo stesso prodotto del numero 5 della seconda. È voluto: con un ordine condiviso, incrociando le due griglie si sarebbe potuto risalire a un singolo prodotto, e avremmo fatto proprio quello che abbiamo appena detto di non voler fare. Il rapporto fra le due cose è qui sopra, in forma aggregata.

    Vedi i 74 in tabella
    #Lista ingredientiFormato€/100 ml
    1250 ml2,26
    2250 ml2,26
    3200 ml3,25
    4250 ml2,26
    5250 ml2,26
    6250 ml2,26
    7250 ml2,26
    8250 ml4,36
    9150 ml12,67
    10250 ml1,00
    11250 ml1,00
    12250 ml1,00
    13300 ml4,66
    14n.d.n.d.
    15250 ml2,60
    16250 ml2,12
    17250 ml1,40
    18no250 ml7,56
    19no150 ml11,93
    20no200 ml7,50
    21no200 ml5,29
    22no200 ml7,50
    23no200 ml4,50
    24no200 ml7,50
    25no250 ml7,04
    26no250 ml6,80
    27no150 ml8,33
    28no250 ml2,76
    29no200 ml6,45
    30no250 ml4,16
    31no200 ml10,99
    32no400 ml1,87
    33no200 ml7,50
    34no200 ml7,50
    35no200 ml7,50
    36no200 ml6,95
    37no200 ml8,45
    38no250 ml3,96
    39no250 ml4,32
    40no250 ml4,32
    41no250 ml4,00
    42no300 ml2,73
    43no200 ml11,24
    44no200 ml4,50
    45no200 ml4,05
    46no200 ml4,50
    47no250 ml6,20
    48no250 ml8,00
    49no250 ml7,80
    50no300 ml1,33
    51no200 ml4,95
    52no200 ml5,30
    53no200 ml3,74
    54no250 ml4,12
    55no250 ml4,12
    56no250 ml4,44
    57no200 ml7,83
    58no200 ml7,95
    59no250 ml10,56
    60no250 ml1,48
    61no250 ml5,20
    62no250 ml7,08
    63no473 ml3,06
    64no473 ml2,53
    65no250 ml6,80
    66no230 ml2,04
    67no250 ml1,32
    68no250 ml1,72
    69no1000 ml0,82
    70no300 ml1,66
    71no300 ml3,16
    72no300 ml1,76
    73no300 ml1,76
    74no300 ml3,16

    Il pH riga per riga non è in tabella, per la ragione detta sopra: i conteggi sono nella griglia, e il rapporto con la lista è nel riquadro aggregato.

    E la tua, cosa dice?

    Gira il flacone che hai in casa e fotografa il retro: tutto il retro, anche la parte piccola. Te la leggiamo noi, e ti diciamo cosa dichiara e cosa no. Gratis, senza iscrizioni, e la tua etichetta entra nel conteggio.

    Il metodo completo, con gli indirizzi delle schede, gli script e i file grezzi, lo mandiamo a chi lo chiede: info@felkipet.com. Chi pubblica un numero dicendo che è verificabile deve mettere qualcuno in condizione di verificarlo.

  • Shampoo per cani: perché sull’etichetta la lista degli ingredienti non è obbligatoria

    Shampoo per cani: perché sull’etichetta la lista degli ingredienti non è obbligatoria

    Dal 31 luglio 2026 i cosmetici per le persone devono dichiarare oltre 80 allergeni profumati. Sui prodotti per gli animali, dalla stessa data, l’obbligo è zero. Non è una svista: è il perimetro della legge. Ecco come funziona davvero, e cosa puoi guardare tu su un flacone.

    In breve
    • Il Regolamento (CE) 1223/2009, la legge europea sui cosmetici, vale per il corpo umano. Cani e gatti ne sono fuori.
    • Sullo shampoo del tuo cane la lista completa degli ingredienti non è obbligatoria. Se c’è, è una scelta di chi produce.
    • Dal 31 luglio 2026 i cosmetici per le persone dichiarano oltre 80 allergeni profumati invece di 26. Per gli animali, nessun obbligo.
    • Non è un vuoto assoluto: si applicano altre norme. Nessuna è pensata per qualcosa che sta a contatto con la pelle.
    • Il pH della cute del cane è più alto del tuo: circa 6,2-7,5 contro 5,5. Quasi nessuno lo dichiara con un numero.

    La cosa che è cambiata il 31 luglio, e che non riguarda il tuo cane

    Il 31 luglio 2026 è entrato pienamente in applicazione il Regolamento (UE) 2023/1545. Ogni cosmetico per persone immesso da quella data sul mercato europeo deve indicare in etichetta, una per una, oltre 80 sostanze profumate potenzialmente allergizzanti. Prima erano 26. Le nuove sono 56, e vanno dichiarate sopra lo 0,001% nei prodotti che restano sulla pelle e lo 0,01% in quelli che si risciacquano.

    26
    allergeni da dichiarare sui cosmetici per le persone, fino al 30 luglio 2026
    80+
    allergeni da dichiarare dal 31 luglio 2026, sempre e solo sui prodotti per le persone
    0
    allergeni da dichiarare sullo shampoo del tuo cane. Dalla stessa data.

    È una buona notizia, se sei allergico a una di quelle sostanze: finalmente puoi leggerla sul bagnoschiuma invece di scoprirla addosso.

    Ora prendi lo shampoo del tuo cane. Dalla stessa data, su quel flacone, l’obbligo è zero. Non perché qualcuno se ne sia dimenticato: perché quella legge, semplicemente, non parla di lui.

    Il perimetro: la legge sui cosmetici finisce dove inizia il tuo cane

    Il Regolamento (CE) 1223/2009 governa i cosmetici in Europa: vieta certe sostanze, ne limita altre, obbliga a nominare una persona responsabile, a tenere un dossier di sicurezza e a scrivere in etichetta tutti gli ingredienti con la nomenclatura internazionale, quella in latino e inglese che chiamiamo INCI.

    La sua definizione di prodotto cosmetico, però, parla di sostanze applicate sulle superfici esterne del corpo umano. Il corpo umano. Non quello del cane.

    Su uno shampoo per animali, la lista completa degli ingredienti non è obbligatoria per legge. Chi la scrive, la scrive perché ha deciso di scriverla.

    Vale per tutto quello che è successo negli anni ai cosmetici umani. I cinque parabeni vietati nel 2014. Il limite su propylparaben e butylparaben, abbassato dallo 0,4% allo 0,14%. E adesso gli oltre 80 allergeni profumati. Nessuna di queste decisioni ha un equivalente per i prodotti destinati agli animali.

    Allora cosa si applica? Qui c’è il paradosso

    Sarebbe scorretto dire che non esiste nessuna regola: non è vero, e chi te lo racconta così ti sta vendendo qualcosa. Su uno shampoo per animali si applicano, a seconda dei casi:

    • il regolamento CLP, su classificazione ed etichettatura delle sostanze chimiche pericolose, quello dei simboli arancioni;
    • il regolamento europeo sui detergenti (Reg. CE 648/2004): tensioattivi, biodegradabilità, informazioni sugli ingredienti da rendere disponibili;
    • le regole generali sulla sicurezza dei prodotti di consumo e il Codice del Consumo, che vieta le pratiche commerciali ingannevoli;
    • e se un prodotto vanta un’azione antiparassitaria o curativa cambia categoria: diventa un biocida o un medicinale veterinario, con regole molto più severe.

    Il prodotto che spalmi sulla pelle del tuo cane, per la legge, assomiglia più a un detersivo che a un cosmetico.

    Non è un’esagerazione retorica: è la conseguenza di dove passa il confine. Quelle norme sono nate per la sicurezza chimica di un contenitore, per la biodegradabilità di un tensioattivo nell’acqua di scarico, per la correttezza di una pubblicità. Nessuna è stata scritta pensando a una pelle.

    Cosa cambia davvero, con un flacone in mano

    Due mani girano un flacone di shampoo per leggere l'etichetta sul retro
    Il gesto che decide tutto: girare il flacone e guardare cosa c’è scritto dietro.

    Puoi trovare tutto, e puoi trovare niente

    C’è chi stampa l’INCI completo sul retro e chi scrive solo “a base di ingredienti naturali”. Nessuno dei due viola una legge. La differenza non la fa una norma: la fa una scelta. E una scelta si può chiedere.

    “pH neutro” può non voler dire niente

    È tra le diciture più frequenti, e quasi mai è accompagnata da un numero. Neutro rispetto a cosa? In chimica il neutro è 7, la pelle umana sta a 5,5. Una parola non si verifica. Un numero sì.

    Nessuna lista di sostanze vietate scritta per lui

    Per i cosmetici umani esistono allegati con migliaia di sostanze vietate o limitate, aggiornati di continuo. Per i prodotti destinati agli animali quell’elenco dedicato non esiste.

    Non è teoria: qualcuno è andato a guardare

    Una mano accarezza il dorso di un cane dal pelo chiaro, in luce naturale

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    shampoo per animali testati, quasi la metà bocciata. Nel maggio 2026 il Salvagente ha ripreso in Italia un test della rivista tedesca Öko-Test.

    Tra le sostanze rilevate nei prodotti peggiori: formaldeide, isotiazolinoni (tra le principali cause di allergie cutanee), clorexidina, IPBC, dietilftalato, e tensioattivi non facilmente biodegradabili. Il test ha segnalato anche due cose che tornano esattamente su quanto hai letto fin qui: alcuni prodotti non riportavano l’elenco completo degli ingredienti né sulla confezione né online, e diversi dichiaravano “pH neutro” con valori misurati non coerenti con quella dicitura.

    Non stiamo dicendo che gli shampoo per animali siano pericolosi: la maggior parte è fatta bene, e i bocciati erano una parte del campione. Stiamo dicendo che la differenza tra il migliore e il peggiore, oggi, non la garantisce nessuno al posto tuo.

    Quel test guardava cosa c’è dentro. Noi siamo andati a contare un’altra cosa: quanti lo dicono. Abbiamo letto l’etichetta di 74 shampoo per cani in vendita su tre negozi online italiani, uno per uno. 57 su 74 non pubblicano la lista degli ingredienti. Qui ci sono tutti i numeri e il metodo con cui li abbiamo raccolti, così chiunque può rifare il conto.

    Il numero che quasi nessuno dichiara

    La tua pelle
    pH 5,5
    il valore su cui è calibrato quasi ogni detergente che conosci
    La sua
    pH 6,2-7,5
    la cute del cane, secondo gli studi pubblicati su Veterinary Dermatology

    Il dato viene da due studi (Schlake et al., 2022; Kwon et al., 2025) e varia con razza, età e zona del corpo. Significa che un detergente calibrato sul pH umano non è calibrato sulla sua pelle. Non è un dettaglio da chimici: la pelle del cane ha uno strato corneo più sottile del nostro, e la barriera che la protegge è la prima cosa che un tensioattivo aggressivo scompone.

    Ecco perché, di tutte le cose scritte su un flacone, il pH espresso con un numero è quella che dice di più, e oggi si trova quasi solo sui prodotti venduti nei canali veterinari. Nel nostro conto su 74 prodotti, diciannove nominano il pH e uno solo lo dichiara con un numero.

    Cosa puoi fare tu, in trenta secondi

    Non serve un corso di chimica. Servono tre gesti, davanti allo scaffale o alla scheda prodotto online.

    1

    Gira il flacone

    Cerca la lista. Se non c’è, quella è già un’informazione. Se c’è, guarda i primi cinque nomi: sono in ordine di quantità. Il resto è sotto l’1%.

    2

    Cerca il solfato

    Lauryl Sulfate e Laureth Sulfate, qualunque parola ci sia davanti. Sodium, magnesium, ammonium: cambia il sale, la chimica è la stessa.

    3

    Pretendi il numero

    Cerca il pH. Se c’è scritto solo “neutro”, non hai un’informazione: hai un aggettivo.

    Le stesse regole, in una guida da tenere sul telefono

    Undici pagine, le cinque sostanze da evitare, come si legge un’etichetta. Gratuita, e senza nessun prodotto da vendere dentro.

    Scarica “Gira il flacone”
    Felki, la mascotte pastore maremmano di FELKI PET

    Ciao, sono Felki

    Qui su FELKI PET raccontiamo cosa c’è davvero dentro i prodotti per cani e gatti: regolamenti alla mano, senza allarmismi e senza scorciatoie. Siamo un marchio italiano in fase di sviluppo: oggi non abbiamo prodotti in vendita.

    E noi, che c’entriamo

    Il vuoto che hai appena letto è la ragione per cui esistiamo. La nostra risposta è una sola, e si potrà verificare quando i flaconi ci saranno: applicare gli standard dei cosmetici per le persone, pur non essendo obbligati. In concreto, ci siamo impegnati pubblicamente a:

    stampare in etichetta la lista completa degli ingredienti
    dichiarare il pH con un numero, dentro il range della pelle del cane
    dichiarare gli allergeni della fragranza sopra soglia, con lo standard che dal 31 luglio 2026 vale per i cosmetici umani
    escludere SLS, SLES, parabeni, coloranti artificiali e profumi sintetici

    Un impegno preso prima di avere qualcosa da vendere. È scritto qui perché tu possa tenercelo in mano quando i prodotti ci saranno.

    FELKI PET

    Domande frequenti

    Gli shampoo per cani devono avere l’INCI in etichetta?

    No. Il Regolamento (CE) 1223/2009 sui cosmetici si applica ai prodotti destinati al corpo umano, quindi la dichiarazione completa degli ingredienti secondo la nomenclatura INCI non è obbligatoria sui prodotti per animali. Molte aziende la riportano per scelta.

    Esiste una normativa europea specifica per i cosmetici per animali?

    Non esiste una normativa cosmetica dedicata. Si applicano discipline generali: il regolamento CLP sulle sostanze chimiche, il regolamento sui detergenti, le regole sulla sicurezza generale dei prodotti e il Codice del Consumo. Se un prodotto vanta un’azione antiparassitaria o curativa rientra invece tra i biocidi o i medicinali veterinari.

    Cosa è cambiato il 31 luglio 2026?

    È diventato pienamente applicabile il Regolamento (UE) 2023/1545, che porta da 26 a oltre 80 le sostanze profumate allergizzanti da dichiarare sui cosmetici per le persone. I prodotti immessi sul mercato prima di quella data possono restare in commercio fino al 31 luglio 2028. Sui prodotti per animali l’obbligo non si applica.

    Qual è il pH giusto per uno shampoo per cani?

    La cute del cane ha un pH indicativamente compreso tra 6,2 e 7,5, più alto di quello umano (circa 5,5), con variazioni per razza, età e zona del corpo. Un detergente formulato sul pH umano non è calibrato su quella cute. La dicitura “pH neutro”, senza un valore dichiarato, non è verificabile.

    “Senza SLS e SLES” garantisce che non ci siano tensioattivi aggressivi?

    Non necessariamente. La stessa famiglia chimica esiste in più forme saline: sodium, magnesium, ammonium lauryl o laureth sulfate. Un prodotto può dichiarare correttamente di non contenere SLS o SLES e contenerne una variante. Conviene cercare in etichetta le parole Lauryl Sulfate e Laureth Sulfate, qualunque termine le preceda. Perché un claim «0% SLS, SLES» può essere vero con un solfato in lista.

    Fonti

    • Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici: ambito limitato ai prodotti destinati alle superfici esterne del corpo umano
    • Regolamento (UE) 2023/1545 del 26 luglio 2023, fragranze allergizzanti: 56 nuove sostanze, soglie 0,001% e 0,01%; si applica ai prodotti immessi sul mercato dal 31 luglio 2026, ritiro dei non conformi entro il 31 luglio 2028
    • Regolamento (UE) 358/2014: divieto di cinque parabeni nei cosmetici
    • Regolamento (UE) 1004/2014: propylparaben e butylparaben dallo 0,4% allo 0,14%
    • Regolamento (CE) n. 648/2004 relativo ai detergenti
    • Regolamento CLP (CE) n. 1272/2008: classificazione, etichettatura e imballaggio
    • Öko-Test, test su 22 shampoo per animali, ripreso in Italia da il Salvagente, 6 maggio 2026
    • Schlake et al., Veterinary Dermatology, 2022: pH cutaneo del cane
    • Kwon et al., Veterinary Dermatology, 2025: parametri biofisici cutanei per età, sesso e razza

    Nota sulle immagini. Le fotografie di questo articolo sono state generate con l’intelligenza artificiale: non ritraggono persone, animali o prodotti reali. Lo scriviamo perché un marchio che chiede trasparenza sulle etichette la deve anche sulle proprie immagini. Felki, il pastore maremmano che ci accompagna, è un’illustrazione.